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IL CASTELLO LITTA DI GAMBOLO' (PV)

 

 

Descrizione architettonica:

Il castello di Gambolò nel suo aspetto odierno riunisce un complesso di costruzioni di epoca diversa. Della struttura più antica è conservato solo l’ampio recinto di mura fortificate, un quadrilatero di forma trapezoidale che presenta quattro torri cilindriche agli estremi e i resti di tre delle quattro torri quadrate posizionate al centro di ogni lato delle mura. Sono invece da collocarsi fra il tardo Cinquecento e il Seicento quelle parti riconducibili alle trasformazioni realizzate per volontà della famiglia Litta. Innanzitutto l’accesso principale, posto sul lato orientale all’altezza di un’antica torre maggiore e preceduto da un viale d’accesso, è costituito da un alto portale barocco in muratura, che sopra l’arco a sesto ribassato dell’ingresso reca le insegne della casata e termina con un oculo circolare sorretto da quattro lesene. Accedendo alla corte interna, in asse con il portone d’entrata si scorge il palazzo principale, detto castello Litta-Beccaria. Addossato all’angolo nord-occidentale del perimetro murario, l’edificio chiude a sua volta una piccola corte interna rettangolare e fu costruito nel corso del Seicento probabilmente in corrispondenza dell’originario mastio che fu la residenza dei Beccaria e di Ludovico il Moro. Allo stesso periodo risale anche il lungo porticato a colonne binate collegato al palazzo, detto “Manica Lunga” o “Loggia delle Dame”, che percorre la parte restante dell’ala occidentale delle mura fino alla Torre Mirabella. Nelle stanze poste al di sopra del portico si trova oggi la sede del Museo Archeologico Lomellino.

Descrizione storica:

Il castello di Gambolò sorse probabilmente nei secoli centrali del Medioevo, fra il X e l’XI secolo, e fu più volte ricostruito e ampliato nei secoli successivi a causa degli eventi militari che lo danneggiarono ripetutamente. Una prima documentazione dell’ingresso delle proprietà di Gambolò nell’orbita del dominio del Ducato milanese risale al 1412, quando Filippo Maria Visconti concesse il titolo feudale ad Antonio Beccaria, esponente della famiglia della nobiltà pavese che già dagli inizi del Trecento era titolare del possedimento. Esauritasi la dinastia dei Beccaria nel 1475, Gambolò conobbe il periodo di massimo splendore negli anni Ottanta del Quattrocento per iniziativa di Ludovico il Moro, che dispose lavori di restauro e vi soggiornò con frequenza. Dopo la fine del Ducato di Milano, il castello e il territorio di Gambolò passarono nelle mani di Gian Giacomo Trivulzio, quindi conobbero il dominio spagnolo. Nel 1573 il feudo fu acquistato dal marchese Agostino Litta, la cui famiglia mantenne a lungo la proprietà e provvide nel tempo alla definitiva conversione del maniero in residenza signorile con l’edificazione del palazzo che corrisponde all’attuale castello Litta-Beccaria. Dopo essere passato alla famiglia Robecchi, il castello è stato donato al Comune di Gambolò e ospita attualmente diversi uffici pubblici, la biblioteca comunale e la sede del Museo Archeologico Lomellino.

 

Fonte : www.castellidelducato.eu

 

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